Il 5 aprile, i religiosi e le religiose della diocesi dei Marsi hanno pensato di dedicare il consueto ritiro di Quaresima all'ultima enciclica di papa Francesco, «Dilexit nos», dedicata al Sacro Cuore di Gesù, con il desiderio di invitare l’intera comunità diocesana a condividere questo momento di formazione e fraternità. L'incontro si terrà dalle 9:15 nella chiesa dell'Istituto Sacro Cuore ad Avezzano. L’introduzione al tema sarà a cura del vescovo Giovanni Massaro, con a seguire la relazione di don Paolo Lembo su «L’amore che dà da bere».
Carissimi sorelle e fratelli musulmani, con viva gioia vi porgo, attraverso questa lettera, gli auguri per la festa dell’Eid al-Fitr. Sentite vicini l’affetto e la preghiera della Chiesa dei Marsi per questa vostra festa. Anche quest’anno la quaresima e il ramadan si sono temporalmente sovrapposte. Il digiuno, la preghiera e la conversione del cuore, praticati in questo periodo di carità e preghiera, nello stesso periodo dell’anno, ci spingono a riflettere su ciò che insieme, cristiani e musulmani vogliamo costruire, camminando gli uni a fianco degli altri. La fede vissuta autenticamente trasforma le persone e le persone di fede sono capaci di trasformare la società. La fede è una forza di unione e riconciliazione. Nella bolla di indizione del giubileo della speranza, che come cristiani vivremo per tutto quest’anno 2025, papa Francesco ci ha ricordato che la speranza, insieme alla fede e alla carità esprimono l’essenza della vita di ogni credente. La speranza non è semplice ottimismo, ma è radicata nella fede in Dio, creatore e misericordioso. E in questi tempi difficili, segnati da conflitti e nazionalismi, abbiamo bisogno «abbondare nella speranza» testimoniando una fede gioiosa e una carità entusiasta. Possano il digiuno, le elemosine e le preghiere praticate durante il ramadan portare abbondanti frutti di pace, di speranza e di fratellanza. Come già negli anni passati, consegnerò questo messaggio anche alla stampa perché la sua diffusione sia un momento di riflessione per tutta la nostra comunità, perché i semi del nostro vicendevole e sincero affetto siano semi di speranza per le nostre comunità. Vi benedico e vi saluto con affetto fraterno.
Un prezioso appuntamento di formazione e approfondimento, promosso dal Movimento per la vita di Avezzano, è il convegno sulle Cure palliative che si terrà ad Avezzano, nel seminario vescovile, il 29 marzo alle 15:30. Dopo gli interventi del vescovo Giovanni Massaro, della dott.ssa Maria Grazia De Marinis del Campus Bio-medico di Roma, e della presidente del Movimento Giovanna Marianella, ci sarà un momento per le condivisioni e le testimonianze.
«Sei tu la mia speranza», è questo il tema che guiderà il giubileo del laicato, appuntamento organizzato dalla Consulta delle aggregazioni laicali della diocesi di Avezzano. Un momento di incontro, preghiera e riflessione pensato per tutto il popolo di Dio, il prossimo 28 marzo, in contemporanea alla XII edizione delle 24 ore per il Signore, appuntamento voluto da papa Francesco, che si svolgerà nello stesso giorno a Roma. Aperto dalla Messa alle 18:30 presieduta dal vescovo Giovanni Massaro, il giubileo del laicato proseguirà con un’adorazione eucaristica fino a mezzanotte, nella cattedrale di Avezzano, animata dalle diciotto aggregazioni laicali presenti in diocesi: una serata in cui sarà possibile avvicinarsi al sacramento della riconciliazione, vista la presenza dei tanti presbiteri, provenienti da tutte le parrocchie marsicane, che si metteranno a disposizione per le confessioni. Quest’appuntamento è frutto di una Chiesa che cammina insieme, di cammini diversi che trovano davanti al Signore la capacità di essere missionari e di aiutare la Chiesa ad essere sempre più sinodale. Un momento prezioso in questo tempo di Quaresima, per regalarsi uno spazio di preghiera, consapevoli, come laici, che la nostra missione è quella di essere testimoni negli ambienti di vita in cui siamo presenti, ma che, affinché la nostra testimonianza sia credibile, è necessario sempre riferirsi alla fonte della vita, al Signore, che davvero rappresenta la nostra speranza. (di Enrico Michetti, su Avvenire del 22/03/2025)